Trattamento acque potabili


L’acqua che arriva nelle nostre case è controllata, analizzata e, quando necessario, purificata e disinfettata ed è quindi potabile e pronta al consumo.

Tuttavia, negli ultimi anni è aumentato l’utilizzo domestico di sistemi di trattamento, sia per una questione di gusto – specifiche preferenze organolettiche – sia perché si vuole allungare il ciclo di vita dei rubinetti e degli elettrodomestici connessi alla rete idrica, ad es. prevenendo l’eccesso di calcare nelle tubazioni. Non ultimo, cresce la sensibilità dei consumatori per la riduzione del numero di bottiglie di plastica da smaltire.

Quando il sistema di trattamento dell’acqua è collegato alla rete idrica si parla di sistema “in pressione”, mentre quando il trattamento dell’acqua è scollegato si parla di sistema “a cascata”, dove l’acqua viene filtrata per gravità, come nel caso di caraffe o bottiglie con vari tipi di filtri, e dove materiali e costituenti il sistema di trattamento sono soggetti alla normativa MOCA.

Quali accorgimenti può avere il consumatore

Se parliamo di sistemi di trattamento, è necessario sapere che utilizzano diverse tecnologie: filtri meccanicimembrane ad osmosi inversamembrane, filtri UV, filtri a carboni attivi (usati, in particolare, per eliminare torbidità e possibili odori e sapori causati dalla presenza di cloro), ecc.

Per scegliere il sistema di trattamento dell’acqua più adatto, il consumatore deve innanzitutto capire che tipo di acqua esce dal rubinetto di casa (informazioni facilmente reperibili sui portali delle aziende incaricate del servizio idrico locale) e quindi individuare il sistema di trattamento in base alle qualità organolettiche che desidera o in base ai parametri che si vogliono modificare (es. meno cloro, meno calcare, ecc).

Inoltre, il consumatore può capire se il produttore ha realizzato un prodotto tecnologicamente idoneo e igienicamente sicuro fin dal packaging esterno. Un sistema di trattamento dell’acqua – una classica cartuccia a carbone attivo o una caraffa – deve per legge riportare all’esterno le corrette indicazioni d’uso, i requisiti minimi di utilizzo e la tabella riassuntiva di quelli che sono i parametri direttamente modificati dal sistema di trattamento. Eventuali affermazioni, i richiami alle proprietà del sistema – ad es. “toglie l’odore di cloro” o “riduce il calcare” – non hanno alcuna validità se non c’è la tabella riepilogativa dei parametri direttamente modificati. La regolamentazione italiana, il DM 25/2012,